INTONARUMORI
di Luigi Russolo
Strumenti
musicali "monocordi" con estensione di un'ottava ideati dal pittore futurista
L. Russolo che in collaborazione con il pittore Ugo Piatti, nel 1913, ne realizzo'
alcuni esemplari nello studio di via Stoppani a Milano. Tali strumenti avevano
la disponibilita' di intonare il rumore e di arricchire
cosi' l'organico orchestrale.
Il primo Intonarumore, uno "scoppiatore", fu presentato in una serata futurista
al Teatro Storchi di Modena il 2 giugno del 1913, mentre gli altri 15 furono
presentati alla stampa in Casa Marinetti il 30 settembre. Memorabili i suoi
concerti: nel 1914 a Milano, Genova e Londra, mentre con "Intonarumori e orchestra"
al Teatro Champs-E'lyse'e di Parigi nel 1921. La teoria del "suono-rumore"
fu una grande intuizione, che assieme alla "grafia enarmonica" diede inizio
ad una ricerca che forse nemmeno il Russolo allora, avrebbe potuto immaginare.
Teorie antesiniane alle sperimentazioni successive di: Edgar Varese, Pierre
Schaeffer, John Cage...
La ricostruzione degli Intonarumori
Gli "Intonarumori" originali erano stati abbandonati in
un deposito a Parigi e andarono distrutti durante un bombardamento nell'ultima
guerra mondiale. Nel 1978 nel corso delle sue ricerche per la stesura del
volume "Luigi Russolo e L'Arte dei Rumori" G. Franco Maffina rintraccio' agli
archivi di Stato Italiano il brevetto con il quale pote', con l'ausilio di
un nipote di Russolo, ricostruire 6 intonarumori: scoppiatore, rombatore-gracidatore,
ronzatore, ululatore-gorgogliatore, crepitatore e scoppiatore. Questi strumenti
furono la ragione per la Maggia di costiture il "Russolo Ensamble", un organico
musicale per soprano, quartetto d'archi e piano. Dal 1982 con il suo concerto,
"Petit Cafe' Concert Futuriste", si esibisce in Italia e all'estero, ottenendo
quello stupore che un secolo prima lo stesso Russolo non aveva ottenuto.
Nel 1994 Rossana Maggia, quale ideatrice ed interprete del concerto futurista,
con l'intento di condurre gli intonarumori ai confini della tecnologia chiede
al Maestro Riccardo Santoboni di campionare , con la Workstation RMS, gli
strumenti in un percorso attraverso il quale gli "Intonarumori" vengono registrati,
campionati e riproposti in tempo reale in una conduzione fra la macchina,
lo strumento e la voce, in un dialogo che andra' a vibrare nel cosmo dell'immaginario
musicale. Questa ricerca chiude il cerchio della proposta di un futurista
divenuto "futuribile".